Le dieci tappe si possono seguire sulla mappa (e volendo su Google maps), sia da mobile che da computer. Sono descritte sul sito con schede dettagliate in cui si trovano estratti dell’opera di Vigevani, Milano ancora ieri appunto. Oltre ai testi, ciascuna tappa è corredata di immagini tratte dagli Archivi conservati ad APICE: prima di tutto, naturalmente, l’Archivio Alberto Vigevani e poi l’Archivio fotografico del quotidiano milanese La Notte.«Con questo progetto abbiamo voluto trasformare il patrimonio conservato ad APICE in un’esperienza accessibile a tutti – spiega Roberta Cesana, Presidente di APICE – Gli archivi non custodiscono soltanto documenti: preservano una memoria culturale che, intrecciandosi con i luoghi della città e con la scrittura di Alberto Vigevani, offre nuove chiavi di lettura di Milano. Questo itinerario dimostra come il patrimonio archivistico possa uscire dai luoghi della conservazione per diventare uno strumento di conoscenza e di partecipazione, capace di mettere in relazione ricerca, territorio e cittadini».
I documenti d’archivio forniscono le immagini su cui scorrono le parole di Vigevani: a volte sono copertine di libri, lettere o bozze con correzioni manoscritte dell’autore, altre sono fotografie d’epoca come quelle di Corso Monforte o di San Babila del 1965, o quelle scattate in Galleria Vittorio Emanuele per la sostituzione della pensilina del ristorante Savini, nell’ottobre del 1976. Un mondo lontano che pure rivive negli scritti dell’autore, da cui traspare il profondo legame con la città.
«Mio padre, Alberto Vigevani, aveva un rapporto che definirei “corporeo” con Milano – spiega Marco Vigevani – Ogni luogo era per lui quasi una persona viva e parlante, non un semplice edificio, via, piazza, giardino o canale. Come ogni scrittore egli non ha semplicemente descritto dei luoghi, ma li ha fatti suoi in modo che altri li potessero sentire propri. La sua Milano perciò non è scomparsa, ma è diventata una città-libro, le cui tracce si possono ancora ritrovare grazie alle sue opere».Il progetto LetMi – acronimo di “Letteratura Esperienza Turistica a Milano” – in cui rientra “Milano ancora ieri”, è ideato da Milano Città Creativa UNESCO della Letteratura. Propone un ventaglio di percorsi autoriali e interattivi su piattaforma digitale, sulle tracce dei grandi narratori che nei secoli hanno vissuto e raccontato la città.
La piattaforma nasce in risposta all’Avviso Pubblico del Ministero del Turismo per valorizzare i siti patrimonio UNESCO dell’Umanità e la Città Creative UNESCO, è gestita dall’Area Biblioteche del Comune di Milano in collaborazione con YesMilano, la Direzione Innovazione Tecnologia e Digitale (ITeD) e con la Direzione Lavoro, Giovani e Sport del Comune di Milano.