Approfondimento

Percorso

A vent’anni dalla morte, ricordiamo Gianni Colla e le sue marionette

Testimonianza di Stefania Mannacio Colla

Il 25 ottobre del 1998 moriva a Milano Gianni Colla, erede di una delle più longeve famiglie di marionettisti italiani e ideatore di una nuova e rivoluzionaria concezione del teatro delle marionette.

In questo breve racconto, la nipote Stefania Mannacio Colla ci restituisce un intenso ritratto del nonno e della compagnia da lui diretta insieme alla figlia Cosetta. Le sue parole ci accompagnano lungo un cammino intrapreso negli anni Quaranta del Novecento e durato più di cinquant’anni.

La sua preziosa testimonianza ci incuriosisce e ci invita a voler esplorare l’archivio custodito al Centro Apice, con i suoi copioni, i bozzetti, le foto e le diapositive, le locandine, i programmi di sala, la corrispondenza, i video e persino alcune marionette.

“Teatro Colla è l’appellativo con il quale è conosciuta la compagnia teatrale milanese di marionette e attori Il Teatro di Gianni e Cosetta Colla.  Gianni Colla (1906-1998) era mio nonno, Cosetta è mia zia e poi ci sono io, Stefania, che rappresento la sesta generazione di questo ramo di una delle famiglie più importanti della tradizione marionettistica italiana.  Mio nonno è stato uno dei grandi del teatro italiano del Novecento; ha ideato una serie di innovazioni artistiche e scenotecniche di straordinaria modernità. La compagnia che ha diretto dagli anni Quaranta fino al suo ritiro dalle scene ha rappresentato, e continua a farlo oggi, un’esperienza artistica di grandissimo valore.

Subito dopo la seconda guerra, insieme ai fratelli, dà seguito a un’avventura già abbozzata a Roma: la rinascita del teatro italiano di marionette, attraverso un repertorio completamente rinnovato e finalizzato ai bambini e ai ragazzi. Allergico alla politica, ha affrontato molte difficoltà per difendere il suo teatro, ma ha avuto una vita ricca di successi e di profonde soddisfazioni.  Cosetta è stata ed è tutt’ora la sua erede artistica; è probabilmente l’ultima grande marionettista vivente e buona parte dei documenti raccolti ad Apice parlano di lei e della sua ricchissima esperienza teatrale.  Il movimento di modernità prende forma con lo spettacolo Le avventure di Pinocchio, cui fanno seguito grandi classici del repertorio fiabesco e opere di autori più impegnati. Il periodo corrisponde alla permanenza della compagnia presso il teatro di Palazzo Litta, in Corso Magenta, dal 1949 al 1959.  Seguono gli anni dal 1960 al 1974 al Teatro dell’Arte di Viale Alemagna, dove si sperimenta e consolida quell’importante specificità che è la formula “attori e marionette”, caratteristica espressiva unica e propria della compagnia.

 

Dal 1976 al 2003 la compagnia trova la sua sede presso un teatro parrocchiale in Via degli Olivetani; qui vengono realizzati molti nuovi spettacoli e si assiste a un incremento di pubblico tale da indurre la compagnia a strutturarsi come vero e proprio teatro stabile. Nell’aprile del 2003, la compagnia – sfrattata dalla proprietà (la Parrocchia di San Vittore al Corpo) che intende destinare la sala ad altre attività – è costretta a spostarsi al Teatro della Quattordicesima di Via Oglio, dove nei dieci anni successivi gode di grandi successi e ulteriore incremento di pubblico.  Nella primavera del 2013 il Comune di Milano, proprietario della sala, chiude il teatro perché non a norma e la compagnia, dalla stagione 2013/14, si organizza autonomamente per rappresentare i propri spettacoli in altre sale teatrali milanesi.  Dalla stagione 2015/2016 il Teatro Colla è ospite fisso dei teatri Silvestrianum e La Creta, sui quali è distribuito un cartellone di almeno 9 titoli annui.

 

L’archivio presente ad Apice accoglie soprattutto la memoria di questi decenni milanesi, ma si trovano anche documenti relativi all’attività della terza generazione della famiglia (Giacomo Colla, padre di Gianni) e a collaborazioni esterne (la più prestigiosa, la partecipazione all’opera Viaggio a Reims di Gioacchino Rossini diretta dal Maestro Claudio Abbado per la regia di Luca Ronconi).  Sapere il nostro archivio ad Apice è per noi motivo di grande gioia; sapere al sicuro e fruibili a tutti, i nostri bozzetti, i copioni, i documenti, le foto e tutto ciò che – insieme ad alcune bellissime marionette – racconta la nostra storia ci rende felici; ci sono sempre stati a cuore lo studio e la tutela del nostro passato e, sebbene spesso le istituzioni della nostra città ci abbiano scioccamente snobbato, siamo fieri che l’Università degli Studi di Milano, i suoi studenti, gli studiosi e i ricercatori si prendano cura della nostra eredità.  A Milano il Teatro Colla ha vissuto la maggior parte della sua vita, e se, come diceva Eduardo, “Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male”, noi possiamo dirci soddisfatti, persino un po’ orgogliosi.”

 

Stefania Mannacio Colla, ottobre 2018

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